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Non ci sono più le favole di una volta --> 8a prova di Miss Blog! (997 parole) Le case della libertà: 3 porcelli palazzinari C'erano una volta tre porcellini che vivevano con i genitori ricchi nell’Hinterland di una città del Nord; crebbero così in fretta che il loro padre Piersilvio un giorno li chiamò e disse loro: "Siete troppo grandi per rimanere ancora qui. Andate a costruirvi la vostra casa delle libertà". Presto la strada si divise in tre parti. E se ne andò per qualche anno a cantare sulle navi da crociera. Il Porcellino Medio che era “Sano e padano” preferì cercare la sua strada: andò a destra e si stabilì nel Bergamasco. Quello piccolo andò per la via centrale e puntò dritto fino al mare. La casa non era né bella e né ben costruita ma a lui piaceva e con gli incentivi della Camorra progettava di costruirne molte simili per fare un campeggio lungo il cratere della solfatara di Pozzuoli. Il Porcellino Medio se ne andò verso le montagne; presto incontrò uno strano omino che portava legna. "Costruirò la mia casa con il legno" - pensò il Porcellino Medio- Il legno è più resistente della paglia". L’uomo si rivelò essere un burattino, che poi nella vita fece come lavoro il portavoce del Porcellino Grande poiché raccontava bugie benissimo; così più ne raccontava e più gli cresceva il naso, che veniva provvidenzialmente tagliato e utilizzato nella costruzione dell’edificio. Il Porcellino Medio lavorò duramente tanti mesi per costruire il suo complesso residenziale “Bel maiale” per ricchi porcelli desiderosi di restyling e cure termali. Una specie di centro benessere tutto di legno a forma di enorme chalet. Il Porcellino Grande camminò per conto suo e ritornato sulla terraferma iniziò a costruire tantissime case. Presto incontrò un uomo che trasportava mattoni. Il giorno dopo il Lupo arrivò alla casetta di paglia: " Porcellino, porcellino, fammi entrare" gridò il Lupo. "Che bocca grande che hai!"- disse il Porcellino Piccolo. Il lupo rispose: "Me lo ha già detto una compagna militante ad una cena con Fassino".
Il Lupo gli fece demolire il complesso edilizio dopo un sit in di protesta che creò un grave scandalo e attirò l'attenzione di autorità e opinione pubblica. “Se i maiali vogliono fare le cure termali che tornino a sguazzare nel fango” - andava urlando il Lupo ai suoi sostenitori, per spronarli. Il porcello medio ma non troppo, si scoprì avere una doppia vita (di notte diventava Pamela) e scappando perse una scarpetta di cristallo sulla scalinata dello chalet. [La scarpetta sarà usata in seguito come oggetto di scena in un'altra fiaba]. Così il Lupo buttò giù anche la casa del Porcellino Medio. La sua casa di legno fu abbattuta e il lupo se lo mangiò. Il giorno dopo il Lupo arrivò alla casa di mattoni del più maiale di tutti e gridò: "Porcellino, Porcellino, fammi entrare!" Il lupo cominciò a sbuffare e sbuffare, ma non riuscì a buttare giù la casa. Ci provò con esposti parlamentari, ingiunzioni, sit in, referendum ma non ci fu verso, poiché la Villa era stata dichiara “sede provvisoria di governo in caso di emergenza nazionale”. Nel frattempo il Porcellino Grosso con il portavoce Pinocchio aveva già fatto molta strada. Il Lupo era furibondo! Gridava: "Porcellino, scenderò per il camino e ti mangerò!" Il Lupo,disperato,radunò un’ enorme folla di black block e no global inviperiti, che tentarono di infilarsi nel camino della casa del maiale. Come succede a molti di sinistra, ne uscì bollito e aprì un circolo ARCI ad Abbiategrasso per consolarsi. Il Porcellino Grosso continua a costruire case e nulla più lo fermerà. MORALE DELLA FAVOLA: 1. Da quando questi porci hanno fatto il condono edilizio, gli ecologisti veri - un po' come i lupi - sono in via d'estinzione. 2. A girare coi black block si rischia di bruciarsi il culo.
La mia esperienza di Miss Blog: Nonostante io abbia proposto più volte alla giuria di presentare loro qualche mia amica per evitare di portare avanti un simile evento solo perché loro "cercano di conoscere tipe" (diciamo le cose come stanno), loro i giurati, paladini della valutazione delle Miss si sono immolati alla causa. Mi sono divertita se non si fosse capito e anche parecchio. Avrei voluto postare una mia foto in costume per convincervi delle mie indubbie qualità morali ma poi mi sono accorta che come donna sono abbastanza sprovvista di davanzali fioriti. Esco profondamente segnata dal Concorso e chiedo risarcimento di quei neuroni persi tra una prova e l'altra: non sembra ma per fare queste prove mi sono addirittura impegnata. Ancheggiando mi allontano con una minigonna giropassera e auspico che la Giuria riconosca il mio impegno alla causa.
Votatemi per l'ultima prova sempre sul sito di Miss Blog!
Postato da: kiarablog a
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